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scritturacreativa [ officine meridiane ]
 



Cos'è Officine Meridiane?

Una comunità aperta di persone che condividono un interesse per la scrittura e la letteratura.

Chiunque è invitato a collaborare inviando contributi di ogni genere (notizie, informazioni, pareri, racconti) a puntoacapo@postino.it .

 

Il nuovo tema del mese è ...Wake up Taranto.
I racconti o le poesie inviati a info@puntoacapo.biz verranno pubblicati sul presente blog in modo che ognuno possa leggerli e commentarli. Prossimamente ci incontreremo di nuovo per condividere quello che abbiamo scritto e decidere come andare avanti. 

La nostra è una community “aperta”: fatevi sotto. 

Cos'è Punto a Capo?

Una associazione nata dalla volontà di un gruppo di amici di impegnarsi per creare occasioni di aggregazione, espressione e crescita culturale nella propria città.


il 28 dicembre 2005
siamo entrati nella Federazione 
di BombaCarta
questi i gruppi di scrittura creativa associati:
bombacarta (Roma)
kukuzze (Palermo) e bombacartasicilia
ulisse (Uboldo nel basso varesotto)
pietrediscarto (Reggio Calabria)
trentolegge (Trento)
ilgattocertosino (Genova)
confrontofradiversediscipline
officinemeridiane (Taranto e provincia)
cavaspina (Urbino)



Officine Meridiane...


Siamo tracce d'inchiostro versato, tentativi d'ombra, movimenti del giorno. Scriviamo adagiandoci o contraendoci per fissare e per ricordare e per mescolare parole che si uniscono o si scontrano.

Le macchie confuse s'innalzano con l'intento che comincino a crescere per oltrepassare i segni e le immagini, una sorta d'intimità si svela e di colpo siamo nudi, perché le parole ci liberano d'ogni costrizione.

A volte nel percorso l'incanto delle parole ci fa toccare ciò che non avremmo voluto neppure sfiorare, un dito appena dentro, al centro dell'emozione.

Ci fa male e ci fa bene scoprire che le parole hanno un suono ed un potere, possono scaldare e possono ferire.

Possono.

Siamo qui pronti ad accogliere le parole di chiunque, ad applaudirle, a vivisezionarle, a sbranarle ed altro ancora, di sicuro noi operai della penna e di internet, in un cantiere sempre aperto...



È stato indetto il concorso letterario
"chiavediSvolta" 2007
 per opere inedite di narrativa italiana.
 È già disponibile il bando.

 


 

 

 

 

 









CONCORSO OFFICINE MERIDIANE
"Donna trattata"
relativo al dramma della schiavitù
e della condizione della donna
soltanto per le operaie e gli opeai di O.M.
inviare gli elaborati entro il 03/05/2007
a: darcangelo_bianco@tin.it


10 settembre 2007


Non vedere solo notte

 di DARIO OLIVERO
da "Repubblica"
6 settembre 2007

IN DIREZIONE OSTINATA E CONTRARIA

Un'autobiografia pubblica, civile, coraggiosa. Un grido al mondo che riporta le idee più nobili di quello che chiamiamo Occidente lanciato però con la forza selvaggia dell'Africa. Wole Soyinka, premio Nobel per la letteratura, nigeriano, studi a Londra, esiliato politico, orfano di tanti amici, abbattuti o morti soli sotto il regime di uno degli ennesimi colpi di stato.

Soyinka il ribelle, che rifiutò la leva militare britannica, che patì il carcere per motivi di opinione, che rinunciò alla sua Africa per continuare a difenderla da lontano, che litigò a muso duro con l'allora segretario generale dell'Onu Kofi Annan rivendicando per il suo paese libere elezioni e rilascio dei detenuti politici. Soyinka il risvegliato che fu vaccinato dal colonialismo contro ogni ingiustizia, compresa quella dei suoi concittadini verso i più deboli lasciandogli una continua aspirazione alla democrazia.

Soyinka il poeta, il drammaturgo, il polemista. Soyinka il mistico, l'animista, l'africano che percorre il continente alla ricerca degli antichi dei delle montagne e dei fiumi e che dal dio inquieto del viaggio si sente posseduto. Soyinka il guitto, che ama il vino e la festa, che a volte nasconde l'allegria dietro la solitudine politica e altre volte la tristezza dietro le risate di un banchetto con gli amici. La sua storia, la sua vita, le sue battaglie, le sue sconfitte e la sua a volte inspiegabile fiducia nel futuro sono raccolte nel libro Sul far del giorno (tr. it. A. Di Maio e V. Bastia, Frassinelli, 18,50 euro).

UNA STORIA SBAGLIATA

Basterebbe leggere quella manciata di pensieri dedicati a Pier Paolo Pasolini per avere la conferma che John Berger è una grande anima. Uno di quelli che riesce a vedere la luce dove gli altri non vedono che notte. Una luce ancora più abbagliante perché affidata soltanto alla fiducia nella volontà dell'uomo. Ma in Abbi cara ogni cosa. Scritti politici 2001-2007 (tr. it. M. Nadotti, Fusi Orari, 10 euro) c'è molto altro. I sette livelli di disperazione, per esempio. Uno per ogni giorno della settimana. Un ottimo motivo per non risvegliarsi in questo mondo specie se abiti in certe parti di questo mondo: che in questa giungla di leggi non ci sono diritti, che niente migliora, l'umiliazione di non riuscire a cambiare quasi nulla, vedere chi resiste ridotto in polvere dalle bombe, il peso degli uccisi che spegne l'innocenza per sempre.

Parla di posti precisi Berger, parla di Medio Oriente, parla delle sue esperienze dirette e della sua vicinanza ad Arafat e alla causa palestinese ma l'atto d'accusa ha un respiro più ampio quando dice che qualsiasi strategia elaborata da leader politici incapaci di immaginare una simile disperazione (tutte le disperazioni) non può che fallire e reclutare sempre nuovi nemici. Oppure che di questi tempi le richieste di giustizia vengono da così tante parti che l'infinito sembra essere finalmente dalla parte dei poveri.


A FORZA DI ESSERE VENTO

Un libro sui Rom è rarissimo. Un libro che li racconti da dentro, che faccia un po' di repulisti del ciarpame ideologico che li circonda e si accatasta accanto a quello reale delle discariche dove spesso devono vivere. Colum McCann ha passato mesi nei loro campi, ha parlato, fumato, bevuto e cantato insieme a loro. Ha ascoltato storie che nessuno racconta. Le violenze inflitte loro dai gadze (i non Rom), le donne rom rese sterili a loro insaputa in un genocidio silenzioso, gli incendi e la distruzione delle loro cose, i vecchi e nuovi pogrom. Ha raccolto i loro modi di dire, proverbi, descrizioni del mondo, regole. E ha scritto un romanzo che probabilmente, finora, è il suo capolavoro: Zoli, Storia di una zingara (tr. it. M. Pavani, Rizzoli, 18 euro), liberamente tratto dalla vita della poetessa rom Papuska. Una ragazzina che perde i genitori sotto la furia nazista, impara a leggere e scrivere, diventa una poetessa e cantante, crede che il comunismo, come le ha insegnato il nonno, possa dare una speranza anche al popolo che è "fatto per avere sulla testa il cielo, non un soffitto", e per questo ripudiata dalla sua gente.




permalink | inviato da scritturacreativa il 10/9/2007 alle 15:16 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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