Blog: http://scritturacreativa.ilcannocchiale.it

Wake up taranto

Taranto
di Silvia Aprile


Non avrei mai pensato che fosse così facile guardare il
sole
diritto in faccia, in tutto il suo accecante splendore!

Quando il tempo è freddo ed umido, dietro i vetri del
balcone nasce un tepore piacevole. Il sole è così caldo
anche in pieno inverno che l'asfalto brucia ed emana
anch'esso calore.

Spesso all'alba il cielo è pieno di nubi che poi col
passare
delle ore si diradano sempre più fino a scoprire un cielo
terso, così azzurro da restare senza fiato fino al
tramonto,
e non c'è nulla che non luccichi e poi non si secchi,
ingiallito ed impoverito dall'estenuante calore.

Anche la gente si secca ed ingiallisce con il passare del
tempo, ma solo dopo una vita quanto più collerica
possibile.

Quì anche la lingua si secca e non esprime più le
vocali,
riduce tutto ad uno strambo grugnito consonantico senza
alcuna finale; il suono a noi più caro sarebbe una o,
chiusa
e piena di fiato.

Non c'è nulla che non sembri povero, provinciale ed anche
un
po' ridicolo al primo sguardo.

Che vogliamo farci? Questa è la realtà che ci tocca
vivere
per ora, poi si vedrà...poi avremo forse qualcosa o forse
nulla.

Si sono dimenticati di noi? O noi ci siamo dimenticati di
noi stessi? Alcuni odiano la città così tanto che
volendo da
lei vendetta non riescono ad abbandonarla; altri,
probabilmente, la amano così tanto da non riuscire né a
lasciarla né a migliorarla.

Siamo come mariti traditi, a metà strada tra il disprezzo
e
l'adorazione, perché è bella, è tanto bella e
misteriosa e
la gente è attanagliata a questo suolo inerte.

Pubblicato il 3/8/2007 alle 10.24 nella rubrica Diario.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web